Buongiorno cari lettori di Tecnogalaxy, oggi parleremo di Xtream-codes dopo ben un anno dal suo silenzio.

Nel 2019, la popolare piattaforma di gestione IPTV Xtream Codes è stata smantellata. Dopo che la scorsa settimana è stata nuovamente segnalata una massiccia azione antipirateria in tutta Europa, Xtream-Codes ha rotto il suo silenzio, condannando la sua caratterizzazione come servizio pirata. Inoltre, ha sostenuto di aver sempre collaborato con le forze dell’ordine per fermare la pirateria.

Per le emittenti di tutto il mondo, il problema dei fornitori, fornitori e rivenditori di IPTV senza licenza è cresciuto solo negli ultimi anni.

Nonostante le numerose azioni delle forze dell’ordine, per i consumatori è rimasto banale acquistare pacchetti di abbonamento per accedere alla maggior parte dei canali televisivi a pagamento, agli eventi PPV e ai contenuti VOD. L’anno scorso, tuttavia, le autorità di tutta Europa hanno intrapreso un’azione coordinata per consegnare quello che speravano sarebbe stato il colpo più significativo.

Operazione contro Xtream-codes

Nel settembre 2019, la Guardia di Finanza, sotto l’autorità del Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha rivelato che era in corso un’enorme operazione per smantellare, tra l’altro, il servizio software noto come Xtream-Codes.

La particolarità di questa particolare azione è che Xtream Codes non era di per sé un fornitore di IPTV. La società dietro il software/sistema offriva un pacchetto completo che consentiva alle persone di gestire il proprio servizio di rivendita IPTV e i clienti associati. Era anche registrata come società in Bulgaria e aveva un numero di partita IVA locale.

Ciononostante, le autorità italiane hanno descritto Xtream-Codes come un’operazione pirata, che meritava di essere chiusa per affrontare le accuse penali.

Per più di un anno dopo la scomparsa di Xtream-Codes, le cose sono andate quasi completamente a tacere. Fino alla settimana scorsa, cioè fino a quando è stata effettuata un’altra massiccia serie di retate, sempre per volere delle autorità italiane e facendo nuovamente riferimento a Xtream code.

Xtream-Codes rompe il suo silenzio

In precedenza, il portale Xtream-Codes (XTC), ha improvvisamente prodotto una lunga dichiarazione in italiano. Il suo scopo, secondo i suoi autori, è quello di dissipare le false affermazioni fatte sull’attività dell’azienda dopo i grandi eventi della scorsa settimana.

“L’azienda era nel settore dello sviluppo software dal 2015 fino alla sua chiusura, ha operato in tutto il mondo. Ne è la prova il grande successo degli utenti che hanno utilizzato la piattaforma XTC e a cui vanno i nostri sentiti ringraziamenti, che hanno riconosciuto il nostro prodotto come lo strumento più performante sul mercato, nel campo del software IPTV”, inizia.

“Nel corso degli anni abbiamo ricevuto molti riconoscimenti e premi per il nostro lavoro da tutta la comunità IT, non ultimo XTC è stato riconosciuto come una delle 1000 aziende in più rapida crescita in Europa”.

Notando che l’azienda ha superato “il test di legalità” negli USA, XTC nota che si è registrata al NAB Show di Las Vegas, una fiera annuale prodotta dalla National Association of Broadcasters. Quell’evento non è andato avanti come previsto nell’aprile 2020 a causa della pandemia, ma la XTC afferma che come azienda ha dovuto affrontare ulteriori problemi di per sé.

I principi di XTC

“Prima di tutto, il primo concetto chiave deve essere chiarito: La XTC E’ CONTRO LA PIRATERIA“, insiste il team.

“Il duro lavoro svolto negli ultimi anni rischia però di essere vanificato dalle vicende legali che sono sorte in Italia in cui il nome di XTC, senza alcun fondamento. Viene paragonato a un’associazione criminale dedita alla pirateria di contenuti protetti da copyright”.

Lo stesso sistema Xtream-Codes potrebbe essere utilizzato per usi legali con la stessa facilità con cui potrebbe essere utilizzato per usi illegali, dato che solo lo stato di licenza dei contenuti consegnati fa la differenza. Tuttavia, in comune con software come uTorrent nella scena BitTorrent, Xtream-Codes era ben noto negli ambienti della pirateria IPTV semplicemente perché veniva utilizzato dai fornitori di IPTV pirata e, per estensione, da molti utenti finali.

“Nel corso degli anni, XTC ha sempre collaborato con le autorità giudiziarie internazionali per fermare il fenomeno della pirateria, per identificare e fermare coloro che hanno usato illegalmente la nostra piattaforma. Queste autorità giudiziarie, nella loro sacrosanta attività di contrasto alla criminalità, sono sempre partite dal giusto presupposto, che è anche il secondo concetto chiave della storia: LA PIATTAFORMA XTC È UN SOFTWARE ASSOLUTAMENTE LEGALE”, dice l’azienda.

Le autorità in Italia hanno visto le cose in modo diverso

Purtroppo per l’XTC, però, le autorità italiane hanno visto le cose sotto una luce diversa. Secondo l’XTC, non c’è mai stato alcun tentativo di collaborare con la piattaforma per affrontare una minoranza di utenti che hanno abusato dei suoi sistemi.

“Le autorità non hanno mai tentato di interagire con XTC per cercare di intercettare la dozzina di utenti, tra gli oltre 2500 che hanno contato sulla piattaforma prima della chiusura, che l’hanno usata illegalmente. XTC è stata infatti equiparata a quella decina di soggetti, ponendola addirittura al vertice di questa associazione criminale”, denuncia la società.

XTC afferma che nel settembre 2019 è stata chiusa e bloccata da tutti gli ISP in Italia, una decisione accettata sulla base del fatto che la verità sarebbe presto venuta fuori.

“Oggi, dopo circa un anno, XTC è appesantita da ulteriori misure precauzionali molto severe, che non possono essere segnalate qui per motivi di riservatezza, dato che alcuni dicono che stiamo continuando la nostra attività sotto un altro nome.

“Per questa infame affermazione, priva di qualsiasi fondamento, ancora una volta XTC ha dovuto subire gravi conseguenze, soprattutto in termini di reputazione, che abbiamo costruito con tanto impegno nel corso degli anni”, lamenta l’azienda.

Questo è tutto, ad un prossimo articolo!

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