Buongiorno cari lettori di Tecnogalaxy, oggi parleremo della TOP 500 dei supercomputer.

Le prestazioni dei moderni supercomputer stanno crescendo più lentamente di quanto non abbiano fatto in quasi 30 anni, secondo l’ultimo aggiornamento della lista biennale TOP 500, che, come suggerisce il nome, classifica i 500 sistemi informatici più potenti del mondo.

Un numero record di nuovi iscritti è stato registrato per la classificazione del novembre 2020.

Una competizione che vede sempre meno concorrenti

Con soli 44 nuovi dispositivi registrati, la lista non ha mai visto un così piccolo giro di affari da quando è stata pubblicata per la prima volta nel 1993. I numeri si confrontano in negativo con anni come il 2007, quando più di 300 nuovi dispositivi sono arrivati in classifica. 

Parallelamente, si è registrato un significativo rallentamento nella curva di crescita delle prestazioni dei dispositivi presenti nella lista. Le prestazioni utilizzate per moltiplicarsi per 1.000 ogni 11 anni, hanno notato gli scienziati che hanno messo insieme la lista; ora ci vorranno 20 anni per ottenere la stessa crescita.

La lista TOP 500 viene compilata due volte l’anno da un gruppo di quattro ricercatori, ed è iniziata come esercizio per una piccola conferenza in Germania circa 27 anni fa. Gli autori, per curiosità, hanno rivisto la classifica qualche mese dopo, e alla fine hanno deciso di trasformare la lista in un aggiornamento regolare.

La classifica della TOP 500 dei supercomputer

In cima alla TOP 500 per la seconda volta di fila questa volta c’era il supercomputer giapponese Fugaku, che ha raggiunto il record mondiale di 442 petaflop, solo un “modesto aumento”, secondo gli autori, dai 416 petaflop che il sistema ha messo in mostra al suo debutto nel giugno 2020.

Per capirci un petaflop descrive la capacità di un computer di fare un quadrilione di operazioni al secondo. Il livello di ingresso nella lista TOP 500 è attualmente di 1,32 petaflop, che è stato di nuovo considerato un “piccolo aumento” rispetto ai 1,23 petaflop registrati nella classifica precedente.

Con 442 petaflop, Fugaku è molto più avanti dei suoi concorrenti. Il supercomputer, infatti, ha una capacità tre volte superiore a quella del sistema numero due della lista, IBM Summit, che si trova presso l’Oak Ridge National Laboratory negli Stati Uniti, e ha una performance solo di 148,8 petaflop.

Chi ha sviluppato il supercomputer vincitore

Fugaku è stato sviluppato congiuntamente da Fujitsu e dal Riken Center for Computational Science di Kobe, in Giappone, ed è già utilizzato per combattere la pandemia di Covid-19, per comprendere meglio il virus e per progettare farmaci che possano contrastarlo. A lungo termine, Fugaku sarà anche sfruttato per simulazioni di prevenzione dei disastri di terremoti e tsunami, così come per applicazioni di produzione e per la progettazione di nuovi materiali.

I ricercatori hanno affermato che le prestazioni complessive dei supercomputer del mondo stanno rallentando, poiché la legge di Moore inizia a colpire barriere tecnologiche significative, e i processori faticano ad aumentare le loro capacità con la stessa rapidità di prima. Mentre molti governi si sono impegnati a costruire sistemi exascaltici, che possono eseguire un quintilione di calcoli al secondo.

Uno degli autori della lista, Erich Strohmaier, ha previsto che un supercomputer in grado di realizzare un exaflop non dovrebbe essere previsto prima della seconda metà del 2021, che i suoi colleghi hanno definito la previsione “ottimistica”.

Stati Uniti e Europa si preparano per una prossima competizione

Gli Stati Uniti stanno attualmente costruendo due sistemi di calcolo exascale, il cui lancio è previsto per il prossimo anno. L’Unione Europea ha anche annunciato una serie di progetti di calcolo con capacità di exaflop.

La potenza di calcolo consentita dai supercomputer exascale trarrebbe enormi benefici dalla medicina di precisione, dalla simulazione climatica regionale, dalla scoperta di materiali e design, ma anche dalla ricerca sulle forze fondamentali dell’universo, dalla conversione delle piante in biocombustibili e molto altro ancora.

Non è ancora chiaro dove avrà luogo il primo risultato dell’exascale, ma l’ultima iterazione della lista TOP 500 mostra un chiaro vantaggio dai sistemi cinesi, che rappresentano 212 macchine in classifica, mentre gli Stati Uniti detengono solo 113 sistemi. Il Giappone, pur detenendo di gran lunga il supercomputer più potente, ha solo 34 supercomputer che sono entrati nella lista.

In continuità con le tendenze precedenti, la nuova lista riflette anche il chiaro dominio di Intel sulla quota di mercato dei processori, con oltre il 90% dei sistemi dotati di chip Xeon o Xeon Phi.

Questo è tutto, ad un prossimo articolo.

Leggi anche:

Ti è stato di aiuto questo articolo? Aiuta questo sito a mantenere le varie spese con una donazione a piacere cliccando su questo link. Grazie!

Seguici anche su Telegram cliccando su questo link per rimanere sempre aggiornato sugli ultimi articoli e le novità riguardanti il sito.

Se vuoi fare domande o parlare di tecnologia puoi entrare nel nostro gruppo Telegram cliccando su questo link.

© Tecnogalaxy.it - Vietato riprodurre il contenuto di questo articolo.