Buongiorno cari lettori di Tecnogalaxy, oggi parleremo degli attacchi hacker, esaminando dettagliatamente alcuni degli episodi più noti degli ultimi anni e analizzando le sfide e le conseguenze.

La difesa contro le minacce provenienti dall’interno di un’organizzazione rappresenta una delle sfide più impegnative per i professionisti della sicurezza informatica. Le minacce interne spesso si rivelano più complesse da affrontare rispetto a quelle provenienti dall’esterno. Questo tipo di minacce può manifestarsi in varie forme, richiedendo un approccio diversificato per mitigare efficacemente il rischio. Una gestione appropriata è fondamentale per una strategia di sicurezza aziendale solida e stratificata, dato che le minacce interne possono comportare costi notevoli, come vedremo negli esempi che seguiranno.

La truffa dei Bitcoin su Twitter

Un caso emblematico è stato il famoso attacco hacker della truffa dei Bitcoin su Twitter nell’estate del 2020. Numerosi account di celebrità e brand di alto profilo sono stati compromessi, promuovendo un ingannevole schema di restituzione dei Bitcoin. L’attacco è stato agevolato dall’ingegneria sociale perpetrata ai danni di dipendenti con accesso interno, causando perdite stimate in centinaia di migliaia di dollari.

L’ex dipendente di Cisco

Un’altra situazione rilevante coinvolge un ex dipendente di Cisco nel 2018. Sfruttando l’accesso alla rete mantenuto dal suo impiego precedente, l’hacker ha danneggiato la piattaforma WebEx, causando la chiusura di 16.000 account WebEx Teams per due settimane e costi di risarcimento di 1,4 milioni di dollari per Cisco.

L’attacco a Target

Nel 2013, Target, gigante del commercio al dettaglio, ha subito una vasta violazione dei dati a causa del compromesso delle credenziali di un fornitore di terze parti. L’accesso è stato utilizzato per rubare dati sensibili di milioni di clienti, generando costi complessivi di rimedio all’incidente pari a 202 milioni di dollari.

Il dipendente di Google ha creato un’azienda di guida autonoma

Un caso rilevante riguarda un dipendente di Google che, dopo aver lavorato al progetto di auto a guida autonoma, ha rubato documenti per sviluppare la società di camion a guida autonoma. La vendita successiva della società a Uber ha innescato una causa risolta con un risarcimento di 757.000 dollari e una multa di 95.000 dollari.

Il caso Anthem BlueCross BlueShield

Nel 2017, Anthem BlueCross BlueShield ha subito una violazione dei dati causata dall’invio non autorizzato di informazioni sensibili via email da parte di un dipendente di un fornitore di servizi di coordinamento assicurativo Medicare.

L’ex dipendente di Amazon ha violato un database Capital One

Nel 2019, un ex dipendente di Amazon Web Services ha violato un database Capital One, rubando informazioni private di oltre 100 milioni di persone. Il costo stimato dell’incidente è stato fino a 150 milioni di dollari per Capital One.

Lo stagista di Apple

Infine, nel 2019, un’ex stagista Apple ha divulgato parti del codice sorgente iOS su GitHub, evidenziando la portata delle violazioni dei dati anche da parte di personale meno esperto.

Continuando a esplorare questi attacchi, emerge un quadro di vulnerabilità diffusa e necessità di soluzioni avanzate e quindi in conclusione, questi casi dimostrano che nessuna azienda è immune alle minacce interne. Sebbene le tradizionali strategie di rilevamento e prevenzione possano essere inefficaci, esistono soluzioni progettate specificamente per mitigare questo tipo di rischio. Con l’informazione corretta e un impegno per la sicurezza dei dati, le aziende possono costruire una solida difesa contro minacce potenzialmente devastanti, preservando l’integrità e la sicurezza delle proprie operazioni.

Questo è tutto, ad un prossimo articolo.

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