Cari lettori di Tecnogalaxy, oggi parleremo di cloud e andremo a vedere nel dettaglio cos’è, come funziona e quali sono i benefici nell’acquistarlo.

Il termine (cloud) si riferisce a server, software, database a cui si accede tramite Internet, i server cloud si trovano in datacenter sparsi in tutto il mondo, utilizzando il cloud computing, gli utenti e specialmente le imprese non devono gestire loro stessi dei server fisici, né eseguire applicazioni sulle proprie macchine.

Il cloud consente a tutti gli utilizzatori di accedere agli stessi file e alle stesse applicazioni da qualsiasi posto al mondo a qualsiasi dispositivo, perché l’elaborazione e l’archiviazione hanno luogo in server che si trovano in specifici datacenter, e non localmente nel dispositivo dell’utente.

Vi siete mai chiesti perché quando cambiate il vostro device potete utilizzare ad esempio Instagram su un nuovo device trovando tutte le info che vedevate sul device vecchio come foto, video e la cronologia delle conversazioni ?

La logica è la stessa che utilizzano i provider di servizi e-mail nel cloud, come Gmail o Microsoft Office 365, e con provider di archiviazione cloud come Dropbox o Google Drive.

Se pensiamo alle imprese, passare al cloud computing può rimuovere alcuni costi relativi all’informatica e costi fissi, come ad esempio:

  1. Non dovranno più aggiornare e mantenere i propri server, (lo farà il provider di servizi cloud che useranno).
  2. Per le piccole imprese potrebbe essere una scelta strategica e di saving, una piccola azienda  potrebbe non essere in grado di avere una propria infrastruttura interna IT, in questo modo il servizio viene esternalizzato.
  3. Il cloud può anche rendere più facile alle imprese di operare a livello internazionale, perché i dipendenti e i clienti possono accedere agli stessi file e alle stesse applicazioni da ovunque.

Ma come funziona il cloud computing?

Il cloud computing è stato possibile realizzarlo grazie ad una tecnologia chiamata virtualizzazione, questo tipo di tecnica consente di creare un computer virtuale, ed esclusivamente digitale che si comporta come se fosse un computer fisico con il proprio hardware. La famosa macchina VIRTUALE.

Se l’implementate costruita viene fatta in modo corretto, le macchine virtuali create che si trovano nella stessa macchina (chiamata ospite), sono in modalità (sandbox) e quindi non possono interagire tra di loro.

Infatti i file e i software di una macchina virtuale non sono visibili alle altre macchine virtuali, anche se si trovano nella stessa macchina fisica.

Queste macchine virtuali sono più efficienti nell’utilizzare l’hardware che le ospita, facendo eseguire molte macchine virtuali in contemporanea, un singolo server diventa (molti server), e un datacenter diventa un’intera marea di datacenter, in questo modo possono servire molte organizzazioni.

Questa tecnologia porta i provider di servizi cloud ad offrire i propri server a molti più clienti nello stesso momento e inoltre possono farlo a un costo ridotto.

Poi c’è la parte importantissima della continuità del servizio anche in caso di un disaster. Infatti tramite un disaster recovery disegnato ad hoc in pochissimo tempo i servizi possono tornare online.

Normalmente questi provider di cloud services hanno un backup dei servizi su molteplici macchine e in diverse regioni.

Gli utenti accedono ai servizi online attraverso un browser o un’app, connettendosi al cloud attraverso Internet, cioè attraverso molte reti interconnesse, indipendentemente da quale dispositivo stiano usando.

Principali modelli dei servizi del cloud computing

  • Software-as-a-Service (SaaS o software come servizio): invece di fare installare agli utenti un’applicazione sul proprio dispositivo le applicazioni SaaS sono in hosting perciò su server cloud e gli utenti vi accedono attraverso Internet.

Se facciamo un paragone è come se affittasimo una casa, il proprietario è responsabile della manutenzione della casa (in questo caso dei server e dell’infrastruttura), l’affittuario la usa come se fosse sua.

  • Platform-as-a-service (PaaS o piattaforma come servizio): questa soluzione permette alle imprese di non pagare per l’hosting degli applicativi ma invece pagano per quello che gli serve per creare le proprie applicazioni/software.

Questo modello può essere paragonato a noleggiare tutti gli strumenti e l’equipaggiamento necessari per costruire una casa, invece di prenderne una in affitto.

  • Infrastructure-as-a-Service (IaaS o infrastruttura come servizio): in questo modello, un’impresa prende in affitto i server e l’archiviazione necessari da un provider di servizi cloud. Quindi utilizza tale infrastruttura cloud per costruire le proprie applicazioni. Questo modello possiamo paragonarlo ad un’impresa che prende in locazione un appezzamento di terra su cui può costruire ciò che vuole, ma deve essa stessa fornire l’equipaggiamento e i materiali per la costruzione.

In passato i modelli SaaS, PaaS e IaaS erano i tre modelli principali del cloud computing, e praticamente tutti i servizi cloud rientravano in una di queste categorie. Negli ultimi anni si sta facendo avanti un nuovo modello di nome Function-as-a-Service.

  • Function-as-a-Service (FaaS o funzione come servizio): questo modello conosciuto anche come serverless computing, suddivide tutte le applicazioni cloud in componenti più piccoli che vengono eseguiti solo quando servono.

Facciamo un piccolo esempio prendendo in affitto una casa un pezzetto alla volta, l’affittuario paga la sala da pranzo solo quando mangia e la camera da letto solo quando dorme.

Tipi di implementazioni cloud

I modelli che abbiamo trattato sopra definiscono il modo in cui i servizi sono offerti tramite il cloud, mentre questi diversi tipi di implementazione cloud riguardano dove si trovano i server cloud e chi li gestisce.

  1. Cloud privato: è un server, un datacenter o una rete distribuita interamente dedicati a una sola organizzazione.
  2. Cloud pubblico: è un servizio eseguito da un fornitore esterno che può includere però server in uno o più datacenter, infatti i cloud pubblici sono condivisi da diverse organizzazioni.

Con l’utilizzo di macchine virtuali, i singoli server infatti possono essere condivisi da diverse aziende, (situazione denominata multi-tenant) , perché molteplici aziende prendono in affitto spazio nello stesso server.

  • Cloud ibrido: le implementazioni di cloud ibridi combinano cloud pubblici e privati e possono includere anche server legacy on-premise. Un’organizzazione potrebbe usare il proprio cloud privato per determinati servizi e il cloud pubblico per altri, oppure il cloud pubblico potrebbe servire da back up per il cloud privato.
  • Multi-cloud: è un tipo di implementazione cloud che interessa più cloud pubblici, un’organizzazione con un’implementazione multi-cloud prende in affitto server virtuali e servizi da diversi provider esterni.

Differenza tra il cloud e il modello tradizionale client-server

La rete Internet è sempre stata composta da server, da client e dall’infrastruttura che li connette, i client inviano le richieste ai server e i server inviano le risposte.

Il cloud computing invece è diverso da questo modello perché i server cloud non solo mandano le risposte alle richieste, ma eseguono programmi e archiviano dati per conto del cliente.

Ti aspetto sul mio canale Youtube dove potrai trovare diversa documentazione

https://www.youtube.com/channel/UCiaypVH2IpMKxhuU5VI4nlQ

Come sempre fatene buon uso facendo dei test su vostri device / computer , farli su device/computer non vostri è illegale.

Al prossimo articolo 😊

N.B.: Non mi assumo nessuna responsabilità dell’uso che farete della guida, in quanto stilata per uso didattico e formativo.

Giorgio Perego

IT Manager

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