Cari lettori di Tecnogalaxy, oggi parleremo di truffe online, stando ad una statistica della polizia postale questa tecnica negli ultimi anni è cresciuta in modo esponenziale.

Quando si naviga su internet in cerca di sconti, capita di imbattersi in siti come ad esempio pandorasaldi.it, o gioiellipandora.net che contengono sconti da paura fino quasi al 90%.

Ovviamente questo dovrebbe essere un primo campanello d’allarme e farci capire che un sito con un’offerta di sconti così esagerato e su tutti gli articoli è un pò strano no? Se poi ci aggiungiamo che questi sconti vengono fatti durante un periodo di non saldi! Tirate voi le conclusioni, strana la cosa no?

Se prendiamo ad esempio Pandora, i rivenditori autorizzati sono gli store per l’appunto Pandora. Anche se questi siti fake si siano appropriati del logo e del loro nome non li rende dei rivenditori autorizzati.

Basta andare sulla sezione chi siamo per troverete tutt’altro che Pandora.

Facendo una ricerca online sembrerebbe che sono aziende provenienti dalla Cina, il prodotto potreste anche riceverlo…. magari dopo 3 mesi come è già capitato, nel caso peggiore invece il prodotto potreste non riceverlo addirittura, con la relativa perdita dei vostri soldi e aver perso anche la carta di credito in quanto potrebbero ottenere facilmente i vostri dati.

In generale i siti di truffe sono difficili da riconoscere, quelli però in particolare di Pandora sono facilissimi. Basta andare nella sezione contatti per notare che la mail della persona appunto da contattare ha come indirizzo @yahoo. Questo ci fa subito capire che non può essere vero, perciò fate affidamento solo ai siti ufficiali!

Adesso andremo a vedere in generale le truffe più comuni e come difendersi.

Truffe online più comuni

La prima truffa che andremo a visionare è la classica Shopping con false identità.

Come funziona questa truffa? Il malintenzionato inizialmente effettua una ricerca dei dati personali e finanziari, probabilmente acquistandoli nel dark web, per poi utilizzare queste informazioni per richiedere prestiti o acquistare oggetti online.

Bec Fraud e Ceo Fraud

La seconda truffa si chiama Bec Fraud e Ceo Fraud (Business e-mail compromise o Chief executive officer), sono nuovi tipi di truffa che colpiscono in particolar modo le imprese.

Se fatta bene il malintenzionato può inserirsi nelle comunicazioni commerciali tra aziende, con messaggi fasulli ma ritenuti credibili dai malcapitati, dirottando somme ingenti su conti corrente intestati ovviamente ai truffatori.

Vishing

La terza truffa si chiama Vishing, abbiamo parlato diverse volte di phishing in articoli precedenti, oggi però gli orizzonti di questo genere di illecito si sono allargati arrivando al vishing, unione dei concetti di voice e phishing.

Visto l’unione questa nuova truffa ha lo scopo di unire la conoscenza dei dati personali degli utenti con l’utilizzo ad esempio di telefonate con l’obiettivo dell’inganno.

In genere sul device o sulla casella di posta elettronica la vittima riceve una notifica, che apparentemente sembra ad esempio arrivare dalla propria banca, dove viene segnalata un’operazione sospetta sul proprio conto.

L’utente che non conosce queste tecniche, ovviamente preoccupato dall’avviso ricevuto secondo voi cosa farà? Cliccherà sull’indirizzo internet e verrà reindirizzato su un sito clone (fake) della banca.

Il malintenzionato sarà avvisato dal suo sistema che la vittima ha cliccato sul link, farà una telefonata (con un finto numero verde della banca) dove i truffatori si spacceranno per impiegati dell’istituto di credito. Una volta ottenuti i codici di accesso, autorizzeranno bonifici o pagamenti alle spalle dell’ignara vittima.

Ricordiamoci che stiamo parlando di professionisti e non di smanettoni.

Bonus mobilità

La quarta truffa è quella sul bonus mobilità, il Ministero dell’Ambiente ha denunciato nei giorni scorsi di aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di chi intende avvalersi del bonus mobilità.

Da una ricerca sembrerebbe che ci sono diverse app che puntano ad ingannare gli utenti attraverso nomi accattivanti come “Bonus mobilità 2020”.

Ovviamente le modalità per richiedere il bonus sono comunicate attraverso i canali ufficiali diversi giorni prima della data di invio.

Come difenderci dalle truffe online?

I consigli per difenderci dalle truffe online sono sempre gli stessi. Quando inseriamo i dati della propria carta di credito su internet, dobbiamo sempre verificare prima la sicurezza del sito, facendo ad esempio delle ricerche mirate su google.

Un altro consiglio è quello di non inviare mai i propri codici di accesso del vostro conto corrente. Gli istituti di credito non vi richiederanno mai via e-mail o per telefono le credenziali di accesso ad esempio all’home-banking. Non scaricare mai allegati che arrivano tramite mail o sms se non si è sicuri circa l’identità del mittente.

Come sempre fatene buon uso facendo dei test su vostri device / computer, farli su device/computer non vostri è illegale.

Al prossimo articolo!

N.B.: Non mi assumo nessuna responsabilità dell’uso che farete della guida, in quanto stilata per uso didattico e formativo.

Giorgio Perego

IT Manager

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