Cari lettori di Tecnogalaxy, oggi parleremo di monitor Touch Screen e andremo a vedere come funziona tecnicamente nel dettaglio.

Sai come funziona il Touch Screen?

Al giorno d’oggi i pulsanti fisici sono stati sostituiti con i “touchscreen”, che sono molto più efficienti e pratici. Il touchscreen se ci pensate lo utilizziamo ovunque, negli ascensori, nei bancomat, nei banchi cassa, etc….

Ma cosa succede dietro quello specchio nero?

Fondamentalmente esistono due tipi di categorie touchscreen:

  • resistivo
  • capacitivo

Oggi è più diffusa la tipologia capacitivo che interessa quasi tutti i dispositivi mobili di nuova generazione, come ad esempio i Tablet e gli Smartphone.

La tipologia capacitivo è ancora largamente utilizzata in vari ambiti di telefonia cellulare di vecchia generazione come ad esempio dispositivi di tipo industriale e sportelli bancomat digitali.

Touch Screen resistivo

Sono stati i primi modelli di schermo tattile realizzati, il funzionamento si basa sulla leggera pressione dello schermo che l’utilizzatore deve esercitare per interagire con il dispositivo utilizzando il dito o un qualsiasi altro oggetto. Si chiama resistivo perché il loro funzionamento è legato alla presenza di particolari componenti elettrici detti appunto resistori.

Touch Screen capacitivi

Sono invece oggi più diffusi come dicevamo prima sui Tablet e gli Smartphone, il loro funzionamento si basa sulla trasmissione del calore generata attraverso l’interazione dell’utente con il dispositivo utilizzato.

Si chiamano così perché sono basati su dispositivi elettrici chiamati condensatori, il quale hanno il compito di rilevare il livello della temperatura durante l’interazione.

Se prendete un pennino o un altro oggetto e provate a premere sul vostro Tablet non otterrete nulle.

Sai come funziona Touch Screen resistivo?

Se guardiamo di profilo uno schermo resistivo, possiamo notare che generalmente è composto da due principali strati:

Il primo è uno strato superiore chiamato PET “PolyEthylene Terephthalate”, una sottile patina chiamata film, composta da un materiale molto flessibile detto Polietilene.

Il secondo strato, quello inferiore chiamato BG “Bottom Glass, lett”, è in sostanza un semplice strato di vetro abbastanza spesso, simile a quello dei display dei telefoni.

Lo strato chiamato PET essendo flessibile è la parte principale interessata, mentre il Bottom Glass percepisce dove è avvenuta la pressione sullo schermo.

Al di sotto del PET e al di sopra del Bottom Glass ci sono due sottilissimi strati di una sostanza resistiva “ricavati da un composto metallico”, chiamato ITO.

Il l’ITO è un importante che sia presente tra PET e Bottom Glass, quando il PET viene premuto creando pressione , questa pressione viene captata dal primo strato ITO che si ricongiunge con il secondo strato ITO che interagisce con il Bottom Glass.

Perché è importante questa sostanza… se non ci fosse PET e BG non avrebbero possibilità di comunicare tra di loro.

Tra questi due starti troviamo dello spazio vuoto “0.05 mm”, questo spazio serve per fare in modo che si possano congiungere quando avviene la pressione, oltre a questo però è necessario che la pellicola di film PET e il l’ITO, ritornino nella posizione originale una volta terminata la pressione.

Lo spazio viene riempito in maniera distribuita con dei piccolissimi chiodini,  fissati sul secondo strato ITO “grandi circa 0.03 mm”, che in gergo vengono chiamati “punti Spaziatori”.

Oltre a riportare lo strato PET nella sua posizione originale, evitano anche problemi di deformazione in caso di pressioni troppo forti o non calibrate.

Lo strato conduttivo invia quindi una corrente proveniente da questo punto di contatto, mentre il processore nel telefono utilizza questa corrente per capire la posizione del punto. Gli schermi resistivi sono molto resistenti e precisi….però non sono troppo efficienti.

Questa tipologia viene utilizzata in luoghi in cui l’accuratezza è una priorità rispetto alla velocità di utilizzo, come in un bancomat o in un banco cassa.

Sai come funziona Touch Screen capacitivo?

Questa toipologia invece utilizza la natura conduttiva della nostra pelle, infatti questi touch screen sono costituiti da una matrice di circuiti elettrici disposti su due pellicole simili, ma perpendicolari, più sottili di un capello umano.

Questi strati hanno una corrente a bassa tensione che scorre attraverso di loro, che viene trasferita alla punta delle nostre dita al tocco.

La caduta di tensione dovuta a questa perdita di carica viene rilevata da quattro elettrodi situati ai quattro angoli del telefono. Utilizzando i dati sulla caduta di tensione, il processore rileva la posizione esatta dell’input.

Adesso capiamo perché quando abbiamo dei guanti il Touchscreen del nostro device non funziona e quando abbiamo le dita bagnate il telefono sbrocca.

Come funziona uno schermo Touch Screen

Lo sapevi che?

La tecnologia Touch Screen è nata negli anni ’60, pensa che i telefoni di fascia alta utilizzano ancora il concetto di base sviluppato negli anni 60.

Il primo touch screen venne brevettato nel 1969, mentre il primo smartphone ad utilizzarlo fu l’IBM Simon del 1992!!!!

Il Touch Screen possiamo paragonarlo ad un sandwich con diversi strati sovrapposti, in base al tipo di strati si possono avere schermi sensibili al tocco di tipo resistivo o capacitivo.

Ti aspetto sul mio canale Youtube dove potrai trovare diversa documentazione

Come sempre fatene buon uso facendo dei test su vostri device / computer , farli su device/computer non vostri è illegale.

Al prossimo articolo 😊.

N.B.: Non mi assumo nessuna responsabilità dell’uso che farete della guida, in quanto stilata per uso didattico e formativo.

Giorgio Perego

IT Manager

Ti è stato di aiuto questo articolo? Aiuta questo sito a mantenere le varie spese con una donazione a piacere cliccando su questo link. Grazie!

Seguici anche su Telegram cliccando su questo link per rimanere sempre aggiornato sugli ultimi articoli e le novità riguardanti il sito.

Se vuoi fare domande o parlare di tecnologia puoi entrare nel nostro gruppo Telegram cliccando su questo link.

© Tecnogalaxy.it - Vietato riprodurre il contenuto di questo articolo.