Cari lettori di Tecnogalaxy, oggi parleremo di un fenomeno arrivato da poco anche in Italia. Sto parlando di USB Dead Drops, (le chiavette USB conficcate nei muri!!!!) Nooooooo non ci credo pure questa cosa!!!!

Negli Stati Uniti questa cosa è presente ormai da 10 anni,  l’obiettivo inizialmente dichiarato era quello di unire il mondo fisico a quello digitale!

Facciamo un po’ di storia.

Questo tipo di tecnica veniva utilizzata per lo scambio di informazioni segrete o di oggetti tra due parti,  senza esserci un incontro fisico trai duei.

Come funziona questa tecnica nel dettaglio?

Durante una dead drop, una delle figure è in possesso di un oggetto contenente le informazioni, viene deciso un luogo prestabilito, (potrebbe essere un buco nel terreno, una bottiglia segreta) o, come in questo caso un muro presente nelle città.

Il secondo step sarà quello di comunicarlo all’altra parte spiegando la posizione corretta o il modo per recuperare l’oggetto (appunto la penna USB) contenente le informazioni.

Inizialmente questa tecnica veniva utilizzata nell’ambito dell’intelligence per scambiarsi le informazioni (spionaggio o attività clandestina), anche nell’ambito giornalistico investigativo oppure in situazioni dove bisognava mantenere l’anonimato o la discrezione, appunto nelle comunicazioni o durante gli scambi di informazioni (pensate nei paesi con governi non democratici).

Il fenomeno delle chiavette USB incastrate nei muri che sta spopolando in Italia , trae le sue origini proprio da qui con scopi ovviamente ben diversi dallo spionaggio e dall’intelligence.

Stiamo parlando di una moda che oggi è tornato famoso, ma che in realtà spopola (soprattutto negli Stati Uniti) da oltre dieci anni, con l’obiettivo dichiarato di unire mondo fisico e mondo digitale.

Se ci pensate è come se fosse una rete digitale/mondo fisico , infatti l’inserimento di penne USB nei muri in tutto il mondo per lo scambio di informazioni è uguale alla creazione di un network.

L’ideatore del dead drop è Aram Barthol,  un artista tedesco che nel lontano 2010 inventò questa sorta di rete digitale/mondo fisico, appunto per lo scambio di informazioni come si fa con il Cloud.

Si contano ad oggi in tutto il mondo oltre 2.700 punti dove poter trovare queste chiavette, circa cento in Italia “fonte: il Sole 24Ore”

Questa tecnica è da film di spionaggio 😊, nello stesso tempo però ha dei rischi altissimi per chi lo utilizza,

Inserire nel proprio computer o device una chiavetta USB di cui non sappiamo la provenienza (che sia in un muro o che sia stata trovata per terra), è altamente sconsigliabile.

A quali rischi si possono andare incontro?

In primis “Malware e virus”, queste chiavette potrebbero essere infette.

Furto di dati: pensate se una chiavetta USB contenesse dei dati sensibili e venisse persa o addirittura rubata, chiunque potrebbe accedere a tali dati portando ad una violazione della privacy e alla divulgazione (ovviamente non autorizzata) delle informazioni contenute.

Diffusione del virus , come potete immaginare il computer che viene collegato viene immediatamente infettato, trasferendo poi il virus ad altri dispositivi.

Infezioni del firmware: Malware molto potenti arrivano addirittura ad infettare il firmware della chiavetta USB stessa e, questa cosa rende difficile poi la rimozione del malware.

Phishing: queste chiavette possono essere utilizzate anche per attacchi di phishing.

Attacchi a catena: forse quelli più pericolosi, un cybercriminale potrebbero utilizzare queste chiavette (compromesse),  per introdurre del malware all’interno di una rete aziendale.

Una chiavetta famosissima per questo tipo di attacchi si chiama “rubber ducky”, ho fatto anche un video su come avviene un attacco tramite questa chiavetta, una classica chiavetta USB (all’apparenza), ma sotto sotto pericolosissima perché ha la possibilità di essere programmata.

Una volta inserita nel computer simula l’input di una tastiera in questo modo il sistema anche se protetto da un antivirus o da un firewall, non la riconosce come una potenziale minaccia, ma la scambia per una normalissima tastiera.

Questa cosa può automatizzare l’inserimento di comandi o l’esecuzione di script predefiniti con una velocità elevata, senza che l’utente se ne accorga.

Ritornando alle chiavette USB (Dead Drops), è possibile trovare la loro locazione su questo sito https://deaddrops.com

Tramite un’apposita casella di ricerca sarà possibile verificare se nella propria città esiste una chiavetta USB conficcata nel muro.

Adesso che sei venuto alla scoperta del Dead Drops, quando giri per la tua città o il tuo paese controlla se nei muri sono presenti delle chiavette USB 😊

Per saperne di più consulta il volume di Giorgio Perego

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Giorgio Perego

IT Manager

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